
Il culto dell’Immacolata a Termini Imerese risale al seicento ed è talmente radicato che non solo le famiglie termitane ma anche i discendenti degli emigrati lo coltivano sinceramente.
L’Immacolata, infatti, è la “Patrona principale” della città e si può affermare, senza ombra di dubbio, che tra le festività religiose è la più sentita ed aspettata.
In quasi tutte le chiese di Termini Imerese si venera un’immagine della Madonna sotto tale titolo e tre sono i simulacri che vengono condotti in processione.
Il primo, realizzato in legno di cipresso nel 1799 dallo scultore palermitano Francesco Quattrocchi, è custodito nella Maggior Chiesa (in Piazza Duomo).
Il secondo, è quello così detto dell’Immacolata di Porta Palermo, posto in una cappella nelle antiche mura di cinta della città, nei pressi della “Porta Palermo”.
Il terzo, della chiesa di S. Francesco Saverio, detto La Madonna della Neve (il primo simulacro in cartapesta proviene dall’antica chiesa di Maria SS. della Neve) o La Madonna di notte.
Quest’ultima processione, cui partecipano centinaia di persone, è certamente la più caratteristica, proprio perché si svolge durante le ore notturne (verso le quattro del mattino) e percorre le stradine dell’antico centro storico.
Prima dell’arrivo della luce elettrica in città (anno 1905), il percorso processionale notturno era illuminato da enormi fasci accesi di ampelodesma (disa in siciliano), pianta fibrosa che cresce abbondante sulle pendici del monte S. Calogero.
La devozione sincera e profonda per l’Immacolata si può riscontrare osservando la commozione che si dipinge sul volto della gente quando l’immagine della Madonna attraversa le vie e vicoli della cittadina, quando un’enorme folla partecipa alle processioni o quando la statua dell’Immacolata del Duomo viene estratta dalla cappella dove viene custodita durante il corso dell’anno con l’intronizzazione sull’altare centrale accompagnato da un caloroso applauso.
Oggi, come in passato, gli emigrati vicini e lontani fanno di tutto per ritornare a Termini Imerese per essere partecipi a questa atmosfera e a questo momento magico.
La festa ha anche una tradizione culinaria. Infatti, nella veglia antecedente la processione notturna, si consumava ‘a favazza (pasta lievitata, posta in una grande teglia precedentemente oliata, ricoperta abbondantemente di pomodoro maturo a pezzi, cipolla, caciocavallo a pezzi, acciuga salata, origano ed olio), preparata dalle massaie e cotta nei vari forni cittadini.
Oggi alla favazza si aggiungono numerose e succulente pietanze e dolci caratteristici.
Come già detto, i festeggiamenti dell’Immacolata sono i più complessi e i più ricchi di tradizione di Termini Imerese, esistono tre statue della Madonna che sono potate in processione per tutta la Città.
La prima processione esce la mattina dell’ 8 dicembre alle 4:00 del mattino ed conosciuta come la processione della notte, è seguita da una moltitudine di persone che accompagnano la Madonna dalla chiesa di S. Francesco Severio di Termini Bassa alla Cappella del S. Salvatore (vicino l’Ospedale Civico) a Termini Alta nella quale entra verso le 8:30.
La seconda processione esce la mattina dell’ 8 dicembre a mezzogiorno dalla Chiesa Madre, anche questa processione, forse la più importante delle tre, è accompagnata da molti fedeli che in passato usavano offrire alla Madonna oro e oggetti preziosi in segno di ringraziamento per grazie ricevute, la processione si conclude alle 14:30 nella chiesa del Carmelo a Termini Bassa.
Infine, ma non meno importante è la processione della Madonna di Porta Palermo che è situata in una cappella nell’omonima porta della Città, ed è portata in processione il giorno 8 dicembre alle 19:00 dalla chiesa di S. Antonio alla chiesa di San Carlo dove entra verso le 23:00.
Otto giorni dopo sono ripetute le processioni agli stessi orari per riportare i simulacri alle loro rispettive chiese di appartenenza.
Durante i percorsi delle processioni sono eseguiti dei canti popolari tradizionali che tutti i fedeli intonano con le lacrime agli occhi; si rivive quel momento di intensa spiritualità che si ripete di antica tradizione di generazione in generazione, quella viva fede accresce e arricchisce l’animo dei termitani che si rivolgono al cuore immacolato di Maria, a quella Madre dolcissima, affinchè li protegga e conceda loro un pò di serenità per tutto l’anno.
A Mmaculata
Virgini bedda, Matri Mmaculata
l’ultima ura di ‘sta vita amara
io vogghiu chi vi fussi cunsacrata,
pignu di fidi e di spiranza cara.
Vui siti la patruna e l’avvucata
senza difettu e senza nudda tara,
salva st’armuzza afflitta e scunsulata,
dammi pirdunu cu sintenza chiara.
Salva l’umanità, salvaci tutti,
lu poviru cunsola e l’ignuranti
e di l’amuri tuo dacci li frutti.
Dintra lu celu, ‘nsemmula a li santi
vinti e dispersi li terreni flutti,
Evviva! canteremu tutti quanti.
Sacerdote Tommaso Giunta
In un passato non molto lontano, seguendo un rigoroso rituale di addobbo, si usava avvolgere l’intero manto della Madonna con pregevoli oggetti preziosi offerti dai fedeli; adesso questi doni, che nel corso degli anni hanno raggiunto un considerevole quantitativo ed un notevole valore non soltanto economico ma storico-artistico, sono custoditi nella Maggior Chiesa e sono esposti soltanto per particolari ricorrenze sotto attenta sorveglianza.
Evviva Maria, Maria evviva
evviva Maria e chi la creò.
E senza Maria salvarisi nun si pò.
